Diagnosi adulti

L’iter diagnostico relativo agli adulti prende avvio dal contatto diretto della persona che ricerca la diagnosi, della sua famiglia o delle persone che si prendono cura di lei.

Capita che siano i genitori di bambini che hanno ricevuto diagnosi a riconoscersi in alcune caratteristiche di loro figlio e a richiedere una valutazione per sé stessi, o che persone che per tutta la vita sono sfuggite alla diagnosi si avvicinino nel tentativo di comprendere difficoltà e problematiche che sono rimaste inaffrontate.

La valutazione viene effettuata sulla base di un colloquio con la persona stessa, direzionato da un primo screening effettuato mediante test autosomministrati.

Ove possibile si richiede di compilare test autosomministrati ai genitori per avere una visione complessiva dell’individuo che risalga all’età dello sviluppo.

Tale screening e la successiva valutazione sono rivolti a differenti aree e alle seguenti funzioni: emozioni, cognizione, sensi, corpo, sociale, motivazione, alimentazione e linguaggio.
La valutazione multidimensionale viene effettuata mediante osservazione diretta nel corso del colloquio clinico.

Durante il colloquio clinico è prevista, qualora si ritenga necessario, la somministrazione di specifici test diagnostici quali:

RAADS-R

I professionisti che possono essere coinvolti nella valutazione diagnostica rivolta ad adulti: psicologo, neuropsichiatra, psichiatra.

Affrontare la diagnosi da adulti significa prendere in carico il problema e cercare le strategie più adatte per rendere funzionali le risorse che sono in gioco. A volte mette di fronte alla necessità di modificare il proprio punto di vista, gli atteggiamenti, le relazioni e le dinamiche familiari.

Significa trovarsi di fronte a molte domande alle quali si deve dare una risposta: come affrontare la notizia della diagnosi? Come riuscire a gestire le proprie difficoltà in modo funzionale e come direzionare le energie per rendere adeguate e funzionali le abilità e le competenze? Se e in che modo impostare un percorso terapeutico?

Al termine dell’iter diagnostico è prevista una restituzione della diagnosi al soggetto da parte del professionista che ha effettuato il colloquio clinico.

Nel caso in cui se ne rilevino le necessità e solo dopo condivisione con il soggetto stesso è possibile richiedere un colloquio con i familiari (genitori o partner) per comunicare la diagnosi e rispondere a domande e quesiti in merito.
In ogni caso saranno fornite delle indicazioni relative al percorso terapeutico che si ritiene più idoneo, nel caso in cui se ne valuti l’esigenza, da condividere con la persona in considerazione degli obiettivi che alla stessa persona sarà chiesto di evidenziare, al fine di superare le problematiche emergenti e di migliorarne la qualità della vita.

Per facilitare le persone che decidono di recarsi al centro clinico da fuori Roma e da altre regioni per la diagnosi è possibile concordare con il centro tempistiche e modalità particolari di svolgimento della valutazione al fine di ottimizzare i tempi e gli spostamenti.

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