Giochi di Ruolo

Il protocollo di Giochi di Ruolo di CuoreMenteLab per sviluppare le abilità sociali, la Teoria della Mente, il Problem Solving e la Cooperazione.

In psicologia e psicoterapia è nota come una tecnica di apprendimento all´interno dei contesti interpersonali attraverso l´assunzione di ruoli e mediante la simulazione.

Le modalità di attuazione possono essere molteplici, ma in tutte il partecipante viene invitato ad assumere un certo “ruolo” con delle caratteristiche e ad agirlo in una simulazione o direttamente con il terapeuta o con un gruppo a seconda dei contesti.

Le regole di un GDR indicano come, quando e in che misura, ciascun giocatore può influenzare lo spazio immaginato.
Nella maggior parte di questi giochi, quelli più tradizionali, un giocatore specialmente designato, detto master (o “gamemaster”, “custode”, “narratore”, ecc.) seguendo il regolamento e l´ambientazione del gioco, agisce da arbitro e conduce la seduta di gioco, descrive il mondo nel quale i personaggi dei giocatori si muovono e determina i risultati delle azioni che gli altri giocatori intendono far compiere al proprio personaggio.

Ogni personaggio è caratterizzato da svariate caratteristiche a seconda del tipo di gioco di ruolo (ad esempio forza, destrezza, intelligenza, carisma e così via), generalmente definite tramite punteggi, che ne descrivono le capacità. Le azioni intraprese nel gioco riescono o falliscono secondo un sistema di regole formali e di linee guida e tramite il tiro dei dadi.

Maggiori informazioni

Per Chi?

I corsi sono per
adolescenti e giovani adulti
Le classi saranno composte da 4-7 persone e vedranno coinvolti 2 operatori.

Quando?

una volta a settimana per due ore

Durata

A cadenza settimanale e durerà 4 mesi (16 incontri).
Ogni incontro sarà di 2 ore.

Chi lo svolge

Il corso sarà diretto dal dott. Marco Scicchitano, psicologo e psicoterapeuta, che dirige da anni il nostro laboratorio di giochi di ruolo.

Dove?

Nella sede di CuoreMenteLab in Via dei Prati Fiscali 201, 00141, Roma.

Obiettivi

Successivamente si è analizzato se ci fossero degli obiettivi specifici che, date le caratteristiche del Gioco di Ruolo e dato il profilo tipico Aspie, potessero essere raggiunti in modo agevolato mediante un Laboratorio strutturato:

  1. stimolare l´immaginazione e l´uso proficuo del pensiero per immagini
  2. sviluppo e uso delle regole del comportamento collaborativo
  3. sviluppare amicizie
  4. sviluppare le capacità di problem solving
  5. favorire lo sviluppo di abilità di Teoria della Mente

L´analisi preventiva ha permesso di verificare che il LabGDR poteva essere un valido strumento da utilizzare all´interno del progetto del Laboratorio Educativo CuoreMente (Spazio Asperger ONLUS, Roma).

Progettazione e Monitoraggio

Per la progettazione del LabGDR si è deciso di adottare un gioco di ruolo specifico Pathfinder, in relazione al fatto che il conduttore ne conosceva già le regole e le ambientazioni tipiche e che molti ragazzi erano interessati all´ambientazione fantasy.

L´introduzione del gioco ai partecipanti è stata fatta con dei video reperiti su internet e un powerpoint con delle informazioni base.

Il partecipante di GDR ha molte regole da imparare perché le varie interazioni con l´ambiente e con gli altri personaggi sono codificate. È importante avere un atteggiamento flessibile sia sull´uso di queste regole sia su quanto sia necessario che i partecipanti le conoscano e le applichino. Comunque si è scelto di introdurre le regole progressivamente nel corso delle prime sessioni, in modo da poter dedicare tempo già nel primo incontro per il gioco e il divertimento.

Per avere un monitoraggio sull´utilità ed efficacia del LabGDR sarà somministrata una batteria di test replicabile a fine esperienza. I test usati sono stati: il Big Five Questionnaire, il test auto valutativo di Marks sull´immaginazione, i test EQ (quoziente empatico), AQ (quoziente autistico), il FauxPas per la teoria della mente e il quoziente di Lateralità insieme ad un test di embodied empathy sfruttato all´interno di un progetto svolto dall´Associazione in collaborazione con l´Università di Chieti.

Invece che adottare una campagna preconfezionata dalla casa editrice si è costruita una “campagna” ad hoc, per permettere la massima versatilità alle esigenze del LabGDR e dei suoi partecipanti, anche se questo ha comportato maggiore tempo in fase preparatoria (vedi allegato 1 per es della prima sessione di gioco). In linea con le finalità del progetto le situazioni sociali di apprendimento del GDR sono state progettate per essere particolarmente adatte a rafforzare la connessione tra il cuore (le emozioni) e la mente (la cognizione), affinché sia più semplice decodificare i segnali dell´ambiente (il corpo) e ottenere un comportamento più adeguato sia per gli altri che per il benessere della persona stessa.

Si rimane nella cornice di riferimento delineata dai principi dell´Educazione Cognitivo Affettiva, sviluppata alla Minds and Hearts Clinic di Tony Attwood.

Scene sociali per l´apprendimento

Essendo il gioco di ruolo una costante immedesimazione in qualcuno altro da sé ma che deve avere una rappresentazion coerente in sé, è possibile affermare che giocare sia una costante esercizio di plasticità mentale,flessibilità cognitiva e presa di prospettiva (mentalizzazione e immedesimazione nell´altro). Il giocatore deve agire “come se” a prendere le decisioni sia il suo personaggio, un mezzorco barbaro irritabile, burbero e non incline alla diplomazia, ad esempio; oppure un mezzelfo stregone, capriccioso e volubile. Oltre a questo esercizio costante, durante la campagna di gioco, sono state inserite scene studiate appositamente per creare un apprendimento specifico.

Requisiti per la partecipazione

  1. Avere dagli 11 anni in sù
  2. Abilità verbali e cognitive nella norma (o superiori)
Non sei sicuro se hai i prerequisiti? Prenota l'appuntamento con i nostri terapisti e lo verificheranno loro.
  • Nel contesto del gaming, per GDR o RPG in inglese (Role Playing Games) si intende un gioco dove i giocatori interpretano il ruolo di uno o più personaggi e tramite la conversazione e lo scambio dialettico creano uno spazio immaginato, dove avvengono fatti fittizi, avventurosi, in un´ambientazione narrativa.

    Marco ScicchitanoCoordinatore Laboratorio

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