Autore - Marco Minniti

Viaggio verso la libertà

Inizia con un funerale, Viaggio verso la libertà, ovvero con l’occasione sociale per eccellenza che la società riveste di “sacralità”. Il composto silenzio dei presenti viene interrotto da versi, grida, volgarità: una violenza stridente sul rito, che subito intuiamo non essere volontaria. A compierla, il figlio della defunta, Vincent: lui ha la sindrome di Tourette, ma nonostante la sua condizione, con la madre – che soffriva di alcolismo – aveva un rapporto paritario, in cui l’uno si prendeva cura...

The Dark Side of The Sun

Come tutte le patologie rare e potenzialmente mortali, lo Xeroderma Pigmentoso (abbreviato XP) è capace di condizionare pesantemente la vita di chi ne è affetto, oltre a quella dei suoi familiari. Malattia cutanea che provoca ustioni alla sola esposizione alla luce solare, con una probabilità di sviluppare tumori che è 10.000 volte superiore a quella dei soggetti sani, l’XP ha una prognosi spesso infausta, con un’aspettativa di vita bassa (2/3 dei pazienti non raggiungono l’età adulta) e una necessità...

I sogni segreti di Walter Mitty

Daydreaming. Ovvero, in psicologia, l’atto di sognare a occhi aperti, costruendo con la mente situazioni, scenari, persino mondi. Un tema che sembra sposarsi perfettamente col cinema e con le sue regole, trovando terreno fertile in un medium che è visivo e cinetico insieme, e che nella sua storia è stato più volte il luogo d’elezione naturale per la visualizzazione della materia onirica. È una realtà, questa, di cui dovevano essere ben consapevoli sia lo storico produttore hollywoodiano Samuel Goldwyn,...

Gifted – Il dono del talento

Vengono entrambi dal mondo dei supereroi, regista e protagonista adulto di questo Gifted - Il dono del talento: parliamo rispettivamente di Marc Webb, reduce dai due The Amazing Spider-Man, e di Chris Evans, tuttora impegnato nelle mirabolanti avventure del mondo Marvel col costume di Captain America. Non ci tiene particolarmente ad essere una supereroina, invece (nonostante il suo straordinario talento per la matematica) la piccola Mary interpretata da Mckenna Grace, che lo sceneggiatore Tom Flynn ha concepito ispirandosi alla...

Toc Toc

Rispetto allo spettro autistico, e ad altre condizioni più strettamente afferenti al periodo dello sviluppo (ADHD, Sindrome di Tourette), il disturbo ossessivo compulsivo, o DOC, resta tuttora un terreno poco esplorato dal cinema. Condizione abbastanza comune nei suoi tratti più lievi, ma fortemente invalidante in quelli più marcati, il DOC viene preso di petto in modo diretto, col linguaggio della commedia, dallo spagnolo Vicente Villanueva in questo Toc Toc. Un titolo, quello del film datato 2017, che gioca sul...

Il lato positivo – Silver Linings Playbook

Per trattare al cinema la neurodiversità (nel senso più ampio) uno stile come quello di David O. Russell sembra essere particolarmente indicato. Dalla carriera più che ventennale, ma messosi in evidenza soprattutto nell’ultimo decennio, il regista americano utilizza infatti nei suoi film una messa in scena nervosa, rapsodica, a tratti surreale: uno stile che si adatta molto bene alla mente e alla personalità iperattiva, inquieta e mai doma, del personaggio interpretato da Bradley Cooper in questo Silver Linings Playbook...

Emotivi anonimi

Da qualche anno le condizioni atipiche (fisiche e neurologiche) esercitano una certa attrattiva sul cinema francese, in particolare su quello più improntato alla commedia. Vengono in mente recenti campioni d’incassi come La famiglia Bélier, incentrato sulla vita di una singolare famiglia di sordomuti, il “caso” cinematografico volto a raccontare la disabilità di Quasi amici (ma anche, se si vuole, il precedente film degli stessi registi Eric Toledano ed Olivier Nakache, fatto uscire successivamente e reintitolato dalla distribuzione italiana Troppo...

Mommy

È un enfant prodige, Xavier Dolan, forse l’unico vero enfant prodige del cinema degli ultimi decenni: attore bambino prima, poi regista straordinariamente precoce, che diresse il suo primo film (J'ai tué ma mère, presentato al Festival di Cannes) a soli 19 anni. Da allora, il canadese ne ha fatta, di strada, ritagliandosi un suo posto stabile nel circuito festivaliero internazionale; ma soprattutto entrando stabilmente nella considerazione del pubblico (più che mai variegato) dell’art cinema, sempre in cerca non solo...