Autismo

puzzle_autismoL’Autismo è un Disturbo del neurosviluppo che fa parte dello Spettro Autistico nel quale è stato inserito nel recente DSM V e del quale fa parte anche la Sindrome di Asperger.

Nello Spettro Autistico ci sono condizioni nelle quali è presente un ritardo mentale di varia entità e condizioni di persone che al contrario non solo non presentano ritardo mentale ma che hanno un QI superiore alla norma.

L’Autismo, non esiste. Esistono, al contrario, gli Autismi. Le condizioni dello Spettro Autistico hanno caratteristiche e difficoltà comuni in differenti aree che possono compromettere il funzionamento. Gli autismi non sono una condizione solo infantile, non si smette di essere persone autistiche a diciotto anni. Ma si continua ad esserlo perchè dall’Autismo non si guarisce, perchè l’Autismo non è una malattia.
Le persone Autistiche sono persone. Per questo sono una differente dall’altra. In ogni caso presentano spesso caratteristiche simili, per quanto esse siano differenziate per modalità e intensità. Tali caratteristiche fanno capo alle seguenti aree:

Area dell’interazione sociale:
Le persone Autistiche presentano una compromissione, più o meno marcata, nella relazione con gli altri e nella reciprocità socio-emotiva che, passando per un’interazione solo “alle proprie regole”, si spinge fino all’evitamento degli altri e all’apparente disinteresse verso le interazioni e alla mancanza di condivisione e reciprocità che può inficiare l’area sociale e quella linguistica.
Si riscontra difficoltà nel comprendere le regole sociali che muovono i rapporti e la difficoltà a modulare il proprio comportamento anche in considerazione del contesto.
La socializzazione, anche quando presente, può non essere adeguata e causa spesso uno sfinimento fisico ed emotivo.

Area della comunicazione non-verbale:
Le persone Autistiche spesso hanno difficoltà nella comprensione della comunicazione non verbale. Le difficoltà dei bambini vanno dalla mancanza di attenzione condivisa (indicare), all’assenza di condivisione di oggetti di interesse, alla triangolazione (seguire lo sguardo altrui).
Il contatto oculare e il linguaggio del corpo spesso risultano anomali e mancano di espressività facciale o non comprendono il sorriso sociale.
Le difficoltà del comportamento non verbale sono legate anche alla difficoltà di entrare in una conversazione con i tempi corretti e alla difficoltà nella modulazione del tono della voce.

Area del linguaggio:
Le persone con Autismo classico presentano disturbi del Linguaggio nella prima infanzia.
Le capacità di conversazione possono risultare immature, o avere una prosodia insolita e la tendenza ad essere pedanti.
Possono avere difficoltà nel comprendere o nell’usare ironia comune pur essendo anche molto ironici in modo non tradizionale. Allo stesso tempo tendono ad una interpretazione del linguaggio in modo letterale, che spesso comporta incomprensioni.

Area delle emozioni:
Le persone Autistiche, soprattutto nell’età di sviluppo, spesso hanno difficoltà nel riconoscere e gestire le emozioni, anche semplici, proprie e altrui.
In alcuni casi tale difficoltà si associa a prosopagnosia, ovvero difficoltà a riconoscere le persone anche molto conosciute, dal volto.

Area sensoriale:
Le persone Autistiche spesso hanno iper o ipo sensibilità o sembrano avere interessi insoliti per aspetti sensoriali dell’ambiente. Apparentemente possono essere indifferenti alla temperatura o al dolore, mostrare risposte avverse a specifici rumori, tessuti o percezioni.
Spesso il meccanismo di filtro degli stimoli sensoriali del loro cervello lavora in modo differente nell’assimilare i sensi. E’ possibile che percepiscano gli stimoli sensoriali come più intensi o hanno difficoltà a discriminare ciò che è in primo piano dallo sfondo. Possono essere particolarmente sensibili ad alcuni stimoli sensoriali o ad alcune consistenze e pochissimo ad altri, possono non reagire a stimoli molto intensi e avere reazioni spropositate per altri. Persone ipersensibili possono diventare in contesti sensoriali molto intensi ipervigilanti.
Spesso l’aspetto sensoriale conduce i bambini Autistici che non riescono a gestirli alla chiusura in comportamenti stereotipati che possono avere, in tal caso, la funzione di calmarsi.

Stereotipie:
Con stereotipie ci si riferisce a movimenti (sfarfallare o dondolarsi) o uso di oggetti (rigirare monete o trottole) e della parola (ripetere come un eco parole o parti di esse o parlare con frasi di film – ecolalia) in modo stereotipato. Molti adulti nascondono tali stereotipie in pubblico, ma tale comportamento può portare a livelli molto alti di ansia.
Sono più frequenti nelle persone con disabilità intellettiva.

Routine:
Con routine ci si riferisce all’aderenza a rigidi schemi di comportamento verbale o non verbale ritualizzati. Comporta un forte stress a seguito di piccoli cambiamenti, nei momenti di transizione, schemi di pensiero rigidi fino alla “necessità” di seguire percorsi sempre uguali per andare in un posto, o mangiare lo stesso cibo. Per molte persone i piccoli cambiamenti sono più drammatici di quelli molto grandi.
Molte persone hanno difficoltà a modificare quello che hanno appreso in precedenza e tendono a ripetere gli stessi comportamenti.
Fuori dalle routine tendono ad essere disorganizzate e a necessitare di auto-aiuto per lo svolgimento di compiti.
Spesso sono molto selettive a livello alimentare.

Interessi speciali:
Con interessi speciali ci si riferisce a interessi atipici nell’intensità o nel focus, si tratta di interessi ristretti e insoliti per ambiente culturale e livello di sviluppo della persona, o ristretti ad un particolare settore. Le persone hanno difficoltà nello spostare l’attenzione se richiamate e spesso possono sembrare assenti o assorbite quando sono concentrate (iperfocus).
L’interesse speciale tende ad essere totalizzante in termini di tempo ed attenzione.

Goffaggine motoria:
Con goffaggine motoria ci si riferisce alla difficoltà a livello di coordinamento oculo manuale e motorio. Possono riscontrarsi difficoltà nell’utilizzo della motricità fine e un modo di camminare insolito. Molte persone Autistiche presentano difficoltà nel prendere, lanciare o afferrare una palla.
Alcune persone Autistiche adulte hanno appreso nel corso della loro vita strategie che gli permettono di vivere, difficilmente senza ansia, adattandosi al contesto.
Gli apprendimenti, però, che per le persone neurotipiche passano dal canale intuitivo, spesso per le persone con Autismo passano per quello cognitivo e sono quindi, più lenti e non sempre corretti perchè si rifanno a regole rigide generalizzate a situazioni complesse e sempre differenti. I bambini Autistici possono imparare a fare sorrisi sociali a comando, a gestire il contatto oculare utilizzando strategie molto complesse, a nascondere le stereotipie e a tollerare gli stimoli sensoriali troppo intensi. Vivono come alieni in un mondo del quale hanno imparato le regole, le consuetudini e il linguaggio.

La valutazione di Autismo si modifica in considerazione dell’età del soggetto e si avvale parallelamente di: osservazione e/o colloquio clinico, eventuale colloquio con la famiglia e somministrazione di test diagnostici.

L’Autismo è un disturbo o una condizione.
I bambini Autistici non sono bambini, aggressivi, fuori controllo, imprevedibili, che non capiscono, emotivamente immaturi, non sono bambini che “fanno tenerezza”, che “non hanno emozioni”, che vivono “in un mondo tutto loro”. Non sono bambini “in una bolla”, sono bambini Autistici. Come tali bisognerebbe accoglierli e sostenerli.

Crediamo che un ambiente inclusivo, supportante e motivante, mirato allo sviluppo di strategie e al sostegno dell’autostima e dello sviluppo e alla gestione e al riconoscimento delle emozioni e delle regole sociali sia il primo passo per permettere ai bambini di accettare la loro diversità e riuscire a gestire le proprie risorse e le proprie difficoltà.

Lavoriamo, con i bambini Autistici, con le famiglie e ove possibile con le scuole in ambito di intervento al fine di migliorare la qualità di vita dei nostri bambini.