Microbo & Gasolina

Microbo & Gasolina recensione

Microbo & Gasolina

Il film sarà proiettato sabato 23 novembre all’interno dell’evento Aspie Saturday Film, che si tiene presso la sede di Roma di CuoreMenteLab, dalle ore 16.30 alle ore 19.30. Clicca qui per prenotare gratuitamente.

Potrebbe apparire, a un primo sguardo, un classico road movie adolescenziale, Microbo & Gasolina. Un’opera che raffigura adolescenti pensata per un pubblico anagraficamente vicino ai suoi protagonisti, che attraversa tutte le tappe del romanzo di formazione tramite la dimensione, pur sui generis, del viaggio. Tuttavia, il cinema di Michel Gondry (al suo attivo cult movie come Eternal Sunshine of the Spotless Mind – Se mi lasci ti cancello e L’arte del sogno) non è mai banale nei temi, o ascrivibile semplicisticamente a un filone preciso. E questo suo stesso (a tutt’oggi) ultimo film, pur abbandonando la dimensione esplicitamente fantastica o visionaria dei precedenti lavori, risulta comunque infarcito dei temi e delle suggestioni del regista; temi e suggestioni qui declinati in un racconto lieve, capace di divertire e intrattenere finanche un pubblico di famiglie, con un tocco che fa corrispondere una visione della società – nel fondo – altrettanto acida e poco conciliatoria rispetto agli altri lavori di Gondry, con uno humour stralunato, a tratti irresistibile e a suo modo dolcissimo.

La vicenda è quella di Daniel e Théo, entrambi outsider a scuola e decisamente poco popolari; il primo, timido e perso nella sua passione per il disegno, viene soprannominato da tutti Microbo per la sua bassa statura, e soffre di cronica insicurezza; il secondo è strambo, privo di filtri e senza peli sulla lingua, con una passione divorante per i motori che gli vale il nomignolo di Gasolina. Quando i due ragazzini si conoscono, dopo il trasferimento di Théo nella scuola di Daniel, la “scintilla” dell’amicizia tra esclusi è irresistibile. Entrambi stanchi delle rispettive famiglie, e di un ambiente scolastico che non sa valorizzare i loro talenti, i due ragazzi progettano un’estemporanea fuga: per metterla in atto, scelgono il più improbabile dei mezzi, un’automobile da loro costruita assemblando il vecchio motore a due tempi di un tagliaerba con pezzi di ricambio di un vicino sfasciacarrozze. Poiché la legge non permette loro di viaggiare con un mezzo del genere, i due decidono di camuffare la loro vettura da casetta da giardino; una paratìa improvvisata può coprire le ruote nel caso di passaggio della polizia. La loro destinazione è una colonia dove Théo aveva soggiornato da bambino.

Microbo & Gasolina è un racconto sulla carta realistico, che tuttavia mostra di muoversi subito sul terreno della favola, e di una storia di formazione che, pur all’insegna dell’understatement, mostra più di una sfumatura grottesca. Il viaggio dei due ragazzi attraverso l’heartland della provincia francese – replica in piccolo dei racconti di viaggio americani, portato avanti con un mezzo di fortuna tanto improbabile quanto efficace – cementificherà la loro amicizia e servirà loro da strumento di crescita e confronto col mondo; ma il percorso sarà costellato di incontri grotteschi e comprimari bizzarri, che inclineranno spesso (volutamente) il racconto su toni iperrealistici e quasi onirici. Tra famiglie tanto ospitali quanto inquietanti per la loro possessività, escursioni in cerca di un taglio di capelli che finiscono in bordelli gestiti da pericolosi membri della Triade cinese, concorsi di disegno dagli improbabili esiti, e l’amore di una vita (forse) che resta per Daniel inavvicinabile tanto quanto prima, il film di Gondry è in realtà un ritratto acido di vizi, idiosincrasie e psicopatie della famiglia borghese, e un contestuale inno alla libertà e all’indipendenza da qualsiasi legaccio (tutti, compresi quelli incarnati nel look punk-fighetto del fratello di Daniel, o nel gruppo new age frequentato dalla premurosa e depressa madre).

Non manca, come sempre nel cinema del regista francese, uno sguardo attento alla contemporaneità, che nei punti giusti si carica di toni decisamente amari e realistici: la parentesi che vede i due protagonisti di fronte all’incendio di un campo rom, per esempio, è un’esplicita e benvenuta presa di posizione contro nuovi e vecchi razzismi; mentre la famiglia di Théo, con le piccole e grandi tragedie a cui i suoi membri vanno incontro, è pennellata in modo attento, privo di compromessi nel suo realismo ma anche decisamente empatico. Il viaggio di Microbo & Gasolina, così, risulta sì un inno alla libertà giovanile, una gioiosa, fiabesca e deliziosamente “infantile” escursione anarchica; ma Gondry ci tiene anche a sottolineare che lì, dietro l’angolo – o subito dopo il ritorno a casa – la realtà è sempre pronta a colpire, e a volte lo fa nel modo più crudele. Ma forse, quel viaggio, ha dato ai due protagonisti qualche strumento in più per fronteggiarla al meglio.

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