The Specials – Fuori dal comune

The Specials - Fuori dal comune recensione

The Specials – Fuori dal comune

Il film sarà proiettato sabato 25 settembre all’interno dell’evento Aspie Saturday Film, che si tiene presso la sede di Roma di CuoreMenteLab, dalle ore 16.30 alle ore 19.30. Clicca qui per prenotare gratuitamente.

Parla di autismo, The Specials – Fuori dal comune, quindi di neurodiversità, ma anche di diversità nel senso più ampio del termine. La diversità dei giovani ospiti della comunità retta da Bruno e Malik, infaticabili colleghi e amici coi rispettivi volti di Vincent Cassel e Reda Kateb; la diversità, rispetto a tante altre strutture analoghe, della comunità stessa, ispirata a una vera struttura di accoglienza sita in Francia, di cui vediamo le immagini sui titoli di coda; la diversità dei giovani educatori come l’immigrato Dylan, diseredati ed emarginati, a volte ex criminali, spesso privi di famiglia o con situazioni di disagio. Sono diversità che si incontrano e dialogano tra loro, creando qualcosa di speciale (come il titolo internazionale del film, inteso nel suo senso più ampio, suggerisce). A dirigere il tutto, col piglio del buddy movie e un’attenzione sempre presente alle esigenze del grande pubblico – e alla fruibilità del materiale – i registi francesi Olivier Nakache ed Eric Toledano, già autori del fortunatissimo Quasi amici, e dei successivi Samba e C’est la vie.

The Specials – Fuori dal comune (in orginale Hors normes, fuori standard) è incentrato sulla vicenda di Bruno e Malik: il primo fondatore di una comunità dedita all’accoglienza e alla psico-educazione di quei giovani autistici che tutte le altre istituzioni rifiutano, in quanto magari violenti o di difficile gestione; il secondo gestore di una seconda struttura di accoglienza, collegata a quella di Bruno e dedita anche a formare giovani operatori, con un’attenzione particolare per le realtà più marginali. Tra gli ospiti di Bruno troviamo Jospeh, diciottenne autistico con un’abilità particolare per la riparazione delle lavatrici, ma incapace di frenare il suo impulso di far scattare l’allarme in metropolitana (provocando regolari interventi della forza pubblica); e troviamo poi Valentin, preadolescente silenzioso e autolesionista. Tra i giovani educatori c’è invece il nuovo ingresso di Dylan, ragazzo indolente e regolarmente ritardatario, che però sembra sviluppare un legame particolare con Valentin. E poi ci sono due ispettori del governo, decisi a far chiudere la comunità di Bruno perché fuori norma e priva di licenze.

The Specials – Fuori dal comune trova una sua strada al racconto della diversità grazie a un ben dosato mix di dramma e commedia, per opera di due registi in questo senso già navigati; il film di Nakache e Toledano si muove tra la cronaca quotidiana della vita delle due strutture collegate, il tentativo di ingresso nel complesso mondo dei giovani ospiti (di cui vengono presi a esempio gli emblematici casi di Joseph e Valentin), e la faticosa presa di coscienza e responsabilità del giovane educatore Dylan. Accanto a tutto ciò, troviamo anche scorci di vita privata di un Bruno schiacciato in ogni suo minuto dal lavoro, single e “vittima” di incontri al buio – regolarmente falliti – organizzati da un suo amico ristoratore. Il punto di vista oscilla, la struttura è inevitabilmente episodica, ma il ritmo del film nel suo complesso tiene bene: merito un po’ dell’efficacia degli interpreti principali (ai due ben affiatati protagonisti si affianca il giovane, espressivo attore Bryan Mialoundma che dà il volto a Dylan, l’esordiente Marco Locatelli nel difficile ruolo di Valentin, e l’autistico Benjamin Lesieur, interprete di Joseph), un po’ dell’esperienza dei due cineasti, che non smentiscono se stessi nella capacità di trattare con mestiere, levità e sottile umorismo temi di un certo spessore e di non indifferente rilevanza sociale.

Il film di Nakache e Toledano insiste molto sul senso di empatia sviluppatosi inaspettatamente (ma neanche tanto, a ben pensarci) tra due outsider complementari come Dylan e Valentin, capaci di comunicare a modo loro, legati da un filo che resiste anche all’apparente indolenza del giovane operatore – nonché ai distruttivi meltdown del ragazzino; ma si sofferma anche ad analizzare il tessuto sociale in cui il lavoro di Bruno e Malik si dipana, le famiglie atterrite dei loro giovani ospiti, la cecità stolta dei due ispettori governativi che vorrebbero la chiusura della comunità “fuori standard” di Bruno, senza proporre alternative per i giovani che la abitano. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, il rischio della retorica e del manicheismo – e quello peggiore dell’esaltazione acritica della buona volontà a scapito della competenza – è sempre lì dietro l’angolo; la “morale” può essere forse discutibile, la conclusione leggermente sbrigativa, ma ciò che conta è il modo in cui il film ci arriva. The Specials – Fuori dal comune racconta la diversità – quella che davvero nessuno vorrebbe vedere o neanche concepire – con toni di facile accessibilità, capaci di strappare un sorriso (magari amaro) dopo un fremito di rabbia; non ricatta ma accompagna lo spettatore, sforzandosi di parlare la sua lingua. E questo, in un film incentrato proprio sulle difficoltà di comunicazione (e sulla faticosa ricerca di codici comuni) è già un risultato non da poco.

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